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Marketing VS educazione: il feedback come motore di crescita

Marketing VS educazione: il feedback come motore di crescita

di Giovanni Sodano Febbraio 08, 2024

Nel tentativo di riscrivere il destino educativo dei giovani paladini della conoscenza, un eroico maestro palermitano, Gabriele Carmelo, ha deciso di impugnare la penna al posto della spada, sostituendo i draconiani voti con messaggi motivazionali da far invidia ai migliori copywriter del mondo del marketing.

Immagina una scuola elementare trasformata in un’agenzia di pubblicità dove, invece di vendere prodotti, si vendono sogni e autostima a piccoli consumatori di sapere.

Non sei un 6, sei un potenziale infinito!

potrebbe essere il claim di questa rivoluzionaria campagna educativa, dove ogni feedback è un jingle che incita all’azione, ogni nota sul diario un banner pubblicitario che promuove la crescita personale.

In questo scenario, il maestro si erge come il Don Draper dell’educazione, un visionario che sa che dietro ogni grande mente c’è un grande slogan.

Ma attenzione, così come nel marketing, anche nell’educazione il fine non giustifica i mezzi: se è vero che una buona campagna può aumentare le vendite, è altrettanto vero che non basta un messaggio motivazionale per garantire un apprendimento efficace.

Ecco quindi che il nostro eroe si trova a navigare le tempestose acque del marketing educativo, cercando il bilanciamento perfetto tra il dire e il fare, tra il motivare e il valutare.

Sarà in grado di trasformare i suoi alunni in piccoli Steve Jobs del compito in classe, o si ritroverà a gestire una crisi di brand?

Solo il tempo potrà dirlo.

Un ponte tra educazione e marketing

Nell’educazione, come nel marketing, il feedback emotivo va oltre la semplice trasmissione di un messaggio: crea una connessione. Questa connessione non è solo la base per un apprendimento o un’esperienza di consumo più efficace ma è anche il fondamento per costruire relazioni durature e significative.

Come sappiamo bene, le campagne di maggior successo sono quelle che riescono a toccare le corde emotive del target di riferimento. Allo stesso modo, nel contesto educativo, i feedback che risuonano a livello emotivo con gli studenti hanno il potere di motivarli profondamente, incentivandoli a impegnarsi attivamente nel loro percorso di apprendimento.

E proprio come nel marketing si segmenta il pubblico per personalizzare le comunicazioni in base alle caratteristiche e alle preferenze di diversi gruppi, nell’educazione è possibile adattare i feedback agli stili di apprendimento e alle esigenze emotive di ciascuno studente.

Dunque costruire relazioni a lungo termine con i clienti è fondamentale per la fidelizzazione. Nel contesto educativo, un feedback emotivo positivo e personalizzato può avere un effetto simile, promuovendo un ambiente di apprendimento positivo in cui gli studenti si sentono valorizzati e compresi.

Infine, e come è doveroso fare, misurare l’impatto delle nostre azioni può fornire insight preziosi per affinamenti futuri e se nel marketing, questo può significare analizzare il coinvolgimento o la soddisfazione del cliente, nell’educazione potrebbe significare valutare il benessere emotivo degli studenti o il loro impegno.

Dopo questo preambolo non richiesto ti lascio due consigli.

Primo: nelle tue campagne di marketing e/o quando comunichi il tuo brand prova a utilizzare il potere delle storie e delle esperienze personali per rendere i tuoi messaggi memorabili; identifica le esigenze e le preferenze del tuo target (sia che si tratti di studenti o clienti) e adatta il tuo messaggio di conseguenza per massimizzare l’impatto.

Secondo: Sii coerente nel fornire feedback positivo e personalizzato e implementa strumenti di feedback e valutazione per misurare l’impatto emotivo delle tue azioni e usa questi dati per ottimizzare le tue strategie.

Ma c’è un però

Come abbiamo visto, la motivazione gioca un ruolo chiave nel coinvolgimento del pubblico o degli studenti. Tuttavia, affidarsi esclusivamente a tecniche motivazionali può presentare delle limitazioni, soprattutto quando si trascura la sostanza o il valore reale dell’offerta.

Nel contesto educativo del maestro, l’approccio puramente motivazionale rischia di non preparare adeguatamente gli studenti a valutazioni oggettive e sfide future, sottolineando l’importanza di un equilibrio tra incoraggiamento e valutazione realistica delle competenze.

Le campagne che si basano esclusivamente sull’emotività possono certamente catturare l’attenzione, ma senza una chiara dimostrazione del valore o dei benefici del prodotto o servizio, il pubblico potrebbe non essere motivato a compiere l’azione desiderata. Analogamente, nell’educazione, mentre i messaggi motivazionali possono incoraggiare gli studenti, essi devono essere bilanciati con feedback concreti che riflettano i progressi reali e le aree di miglioramento.


La sostanza è fondamentale

Un altro aspetto chiave è che nel marketing come nell’educazione, la sostanza non deve mai essere sacrificata per lo stile.

Le strategie di marketing più efficaci sono quelle che non solo emozionano ma anche informano il consumatore, fornendo dettagli chiari e convincenti sul perché un prodotto o servizio sia la scelta migliore. Nell’ambito educativo, questo si traduce nell’offrire agli studenti non solo l’incoraggiamento ma anche una guida sostanziale e un feedback che li aiuti a capire come migliorare specificamente.

Ricapitolando la chiave sta nel trovare il giusto equilibrio tra motivare e informare, tra emozionare e valutare. Un approccio che integri entrambi gli aspetti può non solo ispirare ma anche equipaggiare gli studenti e i consumatori con le conoscenze e gli strumenti necessari per il successo e la soddisfazione a lungo termine.

Un ponte tra empatia e crescita

L’esplorazione delle metodologie didattiche del prof Camelo ci invita a una profonda riflessione sull’essenza e gli obiettivi ultimi dell’educazione, proponendoci un viaggio che va ben oltre i confini tradizionali dell’insegnamento e dell’apprendimento. La sua pratica, che intreccia le dinamiche del mondo del business con il tessuto dell’educazione, ci offre una visione rinnovata dove il successo educativo non si misura unicamente attraverso parametri quantitativi come i voti, ma si arricchisce di dimensioni più profonde, ovvero la soddisfazione personale e la crescita individuale dello studente.

Traslando l’insegnamento al business possiamo dire che il vero successo di un’azienda si valuta non solo in termini di fatturato ma anche e soprattutto attraverso il grado di soddisfazione e lealtà dei suoi clienti.

Ti invito, dunque, a riflettere su quale possa essere il cammino più coerente in un’epoca che richiede, con sempre maggiore urgenza, non solo competenze tecniche, ma anche una robusta capacità emotiva, una spiccata empatia e una resilienza ben radicata.

L’obbiettivo ultimo, quindi è quello di costruire ponti, non muri; di porre le basi per un dialogo aperto, dove ogni feedback, ogni valutazione, diventa un’opportunità di crescita reciproca.

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