Intervista a Carlo Orlandi, fotografo / VFX Compositor

Intervista a Carlo Orlandi, fotografo / VFX Compositor

by admin Giu 21, 2011

Carlo Orlandi, fotografo e VFX Compositor ci accompagna nel mondo della fotografia con il suo videocorso di fotografia

 

L’articolo di oggi rappresenta di fatto l’incipit di un lungo percorso che faremo nel mondo della fotografia.

Per questo motivo ho scelto come partner un fotografo d’eccezione: Carlo Orlandi.

Classe 1987, Carlo si specializza nella fotografia dopo essersi innamorato della tecnica lampista grazie a fotografi come Zack Arias, David Hobby, Chase Jarvis e Mark Wallace.

Nella primavera del 2010, Carlo decide di regalare al mondo del web la sua esperienza, realizzando una serie di video nei quali raccoglie e condivide tutto ciò che ha appreso in questo campo.

Nasce dunque, un vero e proprio corso di fotografia fatto da video brevi, pratici e pieni di utili consigli.

Ma prima di riportare e argomentare le esperienze di Carlo, cerchiamo di conoscerlo meglio.

D. Ciao Carlo, parlaci brevemente di te: chi sei e di cosa ti occupi.

R. Ciao Giovanni, un saluto anche a tutti i lettori! Di professione sono un VFX Compositor, mi occupo degli effetti visivi per il cinema e la televisione, come green screen, inserimenti di elementi 3D e correzioni varie.
Sono un grande videogiocatore e posso passare settimane a leggere ininterrottamente. Ho avuto sempre la predilezione per il giornalismo e l’insegnamento, cosa che mi ha aiutato molto con i video di P2L.

D. In che modo ti sei avvicinato al mondo della fotografia, e qual e’ stata la prima foto che hai scattato?

R. Fin da piccolo fotografavo, ma con un approccio casuale, per questo non mi è facile dire qual’è la prima fotografia che ho scattato in assoluto. Alcuni anni  fa mi fu regalata la mia reflex, la 450D e avendo pieno controllo sulla macchina fotografica, ho scoperto che avevo sempre avuto questa passione latente. Dopo aver visto One Light Photography Workshop di Zack Arias ho capito in cosa mi volevo specializzare: fotografia da studio e ritrattistica.

D. Playerdue.com, un blog, un forum, un contenitore di esperienze. Dove vuoi arrivare?

R. Con Playerdue.com  voglio costruire una comunità online che non tratti chi si sta avvicinando alla fotografia con superiorità e che anzi fornisca tutte le basi per poter coltivare la propria passione, dando la priorità agli aspetti pratici, per poter poi approfondire gli argomenti una volta che intorno alla fotografia viene dissipato l’alone di mistero.

D. Che progetti hai per il futuro? Come ti vedi tra 5 anni?

R. Ho intenzione di migliorare sempre più Playerdue Lighting, organizzando anche incontri dove poter parlare e scattare fotografie insieme. Un traguardo è quello di trovare uno sponsor che  fornisca le attrezzature per il tempo necessario a fare gli episodi (come recensioni e comparazioni).
Tra 5 anni mi piace vedermi più come un fotografo che come un VFX compositor, con uno studio fotografico un po’ più spazioso e un set sempre pronto per girare nuove puntata di P2L e magari anche un po’ di ospiti da intervistare!

D. Spesso la gente mi scrive per chiedermi quale macchina fotografica acquistare per fare delle buone foto. Tu cosa rispondi?

R. Una reflex o comunque una macchina fotografica che dia piena libertà nel controllo dei parametri è la chiave per ottenere buone fotografie e sopratutto poter fare progressi. Non c’è bisogno di spendere una fortuna all’inizio e se si vuole spendere, è meglio spendere qualcosa di più sull’obiettivo invece che sul corpo macchina. Attualmente consiglio spesso la Canon 550D o la Nikon D3100 e un buon obiettivo per innamorarsi della ritrattistica è il 50mm f/1.8, che offre un’ottima qualità a un prezzo molto contenuto. Questo ovviamente è il punto di partenza, per fare delle buone foto poi bisogna scattare!

D. Ci regali qualche foto spiegandoci brevemente anche la tecnica che hai utilizzato per ottenerla?

R. Con grande piacere!


Questo è il genere di scatti che più mi piace fare: ritratti con la tecnica lampista. La luce principale è un flash attraverso un ombrello diffusore sulla destra, un flash senza modificatori dietro le modelle (quello che sembra il Sole sulla sinistra) e un riflettore dorato in basso a sinistra.


Lavorando con i flash presto si capisce che il Sole non è altro che un flash sempre acceso e che si possono utilizzare le stesse tecniche, l’unico modificatore qui è un pannello fai-da-te bianco a sinistra che riporta della luce sul volto della modella.

Imparato il comportamento della luce si capisce che non servono modificatori costosi per ottenere il risultato che si cerca. Qui ho infatti utilizzato uno straccio di stoffa bianco per diffondere la luce.

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