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Il rebranding Windsor per mantenere il potere

Il rebranding Windsor per mantenere il potere

by admin Settembre 12, 2019

I Windsor sono la famiglia reale inglese. Regnano su tutta l’Inghilterra e il Regno Unito da oltre 100 anni, ed oggi incarnano i valori tradizionali inglesi. Ma sai che all’inizio del regno, questa casa reale non risulta per niente associabile alla “britannicità”?

I Windsor hanno origini tedesche, e solo successivamente si scrollano la “germanicità” di dosso grazie a quella che possiamo definire un’attenta operazione di rebranding.

Il rebranding, anche detto processo di rivitalizzazione della marca, è un’operazione attraverso cui un prodotto viene reintrodotto nel mercato con un nome e/o un’identità diversa. Ebbene, nel caso dei reali inglesi, il “prodotto” sono loro, e hanno cambiato nome e identità a loro stessi e al brand che rappresentano (la casa reale, diventata la casata reale dei Windsor).

Le origini

Giorgio V, il nonno della Regina Elisabetta II, discende dalla famiglia dei Saxe-Coburg-Gotha: questo è il suo cognome prima di diventare un Windsor.

Regna nel corso della prima guerra mondiale, e durante questo periodo capisce che portare il cognome di un popolo nemico (l’impero germanico), autore di bombardamenti devastanti in Gran Bretagna non è il massimo.

La monarchia deve lottare per la sua sopravvivenza, ma non è facile nello scenario che si viene a creare:

    • a causa degli eventi bellici, gli inglesi hanno un sentimento anti-tedesco molto forte
    • i reali temono possa verificarsi la deposizione del re, come accaduto con lo zar della Russia (il cugino di Re Giorgio V) con la famosa rivoluzione d’ottobre, e come successo qualche anno prima anche al re del Portogallo
    • nel 1917 Londra viene bombardata dagli aerei tedeschi Gotha: il cognome dei Windsor in quel momento è proprio Saxe-Coburg-Gotha. Il rischio di associazione degli aerei alla casa monarchica è concreto. Così Re Giorgio V decide di intervenire attuando un riposizionamento completo del “brand” della casa reale.

La soluzione

Il riposizionamento della casa monarchica inglese inizia proprio dal cambio del cognome. La scelta di Windsor è molto intelligente, perché è molto britannico ed ha un suono molto familiare sia agli inglesi che agli altri stati del Regno.

Oltre al cognome, la casa reale Windsor cambia anche il suo “logo”, cioè lo stemma della casata, eliminando i riferimenti precedenti.

Il cambio del cognome viene proclamato il 17 giugno 1917, e Re Giorgio V Windsor rinuncia anche a tutti i titoli tedeschi e ai diritti in Germania prima posseduti. Questa decisione strategica si rivela molto importante, visto che in questo modo i Windsor mettono al primo posto il Regno Unito, salutando per sempre il proprio passato tedesco.

Inoltre, nel processo di cambio di identità influisce anche un’altra decisione importante: restare accanto al popolo anche durante i bombardamenti nemici.

Questo totale schieramento dalla parte degli inglesi e dei britannici rende credibile l’intero processo di “britannizzazione” della famiglia reale Windsor.

Conclusioni

Re Giorgio V riesce quindi a mantenere i suoi poteri acquisiti anche nel lungo periodo, grazie all’essere diventato parte dell’identità nazionale britannica.

Il brand dei Windsor si afferma con successo, cambiando le percezioni del popolo del Regno Unito. I Windsor diventano proprio parte della quotidianità dei cittadini del Regno Unito, anche delle loro discussioni. Questo diventa possibile anche grazie all’uso, da parte dei reali Windsor nel corso del tempo, di simboli e rituali appartenenti ai valori inglesi e britannici.

Il riconoscimento dei reali da parte del popolo è l’unico capace di giustificare l’esistenza della monarchia nel Regno Unito ancora oggi.

A decenni di distanza, possiamo sicuramente dire che l’operazione di rebranding sia stata un successo, sia dentro l’Inghilterra, la Gran Bretagna e il Regno Unito che all’estero: la corona britannica dei Windsor oggi risulta essere espressione di britannicità sotto tutti i punti di vista.

E come diceva Henry Carey nel 1740, Dio salvi la Regina!

 

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