Growth Hacking

Le strategie di marketing si evolvono con il passare del tempo, non solo per adattarsi a ciò che il pubblico potrebbe richiedere, ma anche per stare al passo con ciò che il mercato potrebbe proporre. Negli ultimi anni, moltissime aziende, e tante agenzie, si sono accorte di quanto potrebbe essere utile implementare anche nel proprio piano di marketing alcuni elementi di Growth Hacking.

Questa espressione, che a molti potrà non far venire nulla in mente, potrebbe invece essere il punto di svolta per quanti vogliano rilanciare il proprio business e aumentare il proprio novero di clienti.

Che cos’è il Growth Hacking?

Innanzitutto è doveroso chiarire che cosa si intenda per Growth Hacking.

Esso si riferisce ad una serie di processi che consentono di sperimentare strategie di marketing coinvolgendo canali differenti nello stesso momento.

Essenzialmente, quindi, con il Growth Hacking si cercherà di proporre alla clientela potenziale quelli che saranno i contenuti che essa potrà davvero apprezzare, e si avrà come obiettivo quello di aumentare molto velocemente il numero di consensi provenienti proprio dal pubblico.

L’approccio del Growth Hacking prende in considerazione diversi tipi di canali, ed è per questo motivo che spesso chi si occupi di proporlo ad un cliente dovrà avere a disposizione davvero molte “armi”: da quelli che sono i classici social network, a conoscenze nel campo del SEO e anche relative all’utilizzo di strumenti spesso ignorati, come la classica posta elettronica.

Solo in questo modo sarà possibile far crescere davvero il proprio business, tentando quelli che saranno i canali presi in considerazione e che potrebbero risultare non tutti ugualmente efficaci.

Come si esplica il Growth Hacking

Il sistema di Growth Hacking è davvero molto adatto a quelle aziende di nuova costituzione, come ad esempio le startup, in quanto non richiede di effettuare grandissimi investimenti, diversamente rispetto a ciò che può accadere con altri sistemi di promozione.

Le strategie, quindi, che verranno usate in questi casi saranno molto diverse da quelle tradizionali del web marketing.

Un soggetto che si occupi di proporre questo approccio ad un cliente dovrà, ovviamente, avere delle conoscenze specifiche, ma anche una grande creatività, grazie alla quale potrà davvero iniziare ad avvicinarsi alla soluzione del problema da un punto di vista non convenzionale.

Verranno, infatti, studiati nei minimi particolari tutti gli aspetti più importanti del prodotto stesso.

Un Growth Hacker, quindi, non prenderà solo in considerazione la singola promozione, ma si concentrerà su quello che viene detto Funnel, e che in italiano viene anche chiamato “Imbuto della conversione”.

Quindi, per ogni passaggio legato alla promozione, cercherà anche di capire quanti e quali clienti sarà in grado di richiamare e di mantenere nel lungo periodo.

Tutte le strategie, perciò, verranno implementate anche grazie ad un attento studio delle tendenze in atto e dei comportamenti degli utenti.

Esempi di Growth Hacking

Per chi non abbia mai notato quanto possa essere importante il Growth Hacking si potranno apportare alcuni esempi di successo che hanno consentito a determinati prodotti di crescere velocemente.

Il primo esempio può essere quello di Gmail: originariamente, la posta elettronica di Google non era dedicata a tutti, ma ci si poteva accedere solo tramite invito. Questo passaggio, all’apparenza banale, diede al prodotto non solo un controllo sugli accessi, ma anche una parvenza di esclusività, che piacque molto agli utenti.

La stessa cosa è accaduta anche per Paypal, prodotto che originariamente veniva usato solo dagli utenti di Ebay, ma che ora è utilizzato davvero da ogni tipo di persona, addirittura per il pagamento delle bollette e di altre spese.