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Gli amministratori delegati delle grandi aziende sono dinosauri

Gli amministratori delegati delle grandi aziende sono dinosauri

di Giovanni Sodano Dicembre 07, 2023

Non sono dell’umore adatto. Iniziamo.

In un mondo dove l’innovazione corre più veloce di Usain Bolt ai suoi tempi d’oro, molte aziende sembrano ancora navigare con le carte geografiche di Cristoforo Colombo.

Sì, cari amministratori delegati e dirigenti, è tempo di affrontare un crudo fatto: in alcune realtà aziendali, la vostra prospettiva sull’innovazione è talmente vintage da far sembrare un vinile degli anni ’70 un gadget futuristico.

Oggi come oggi la parola chiave dovrebbe essere “agilità”. Eppure, alcune multinazionali sembrano aver adottato la “strategia dello stegosauro”: pesante, lenta, e soprattutto, estinta. I bonus si riversano come una cascata verso l’alto, irrigando i terreni già fertili dei dirigenti, mentre i semi del talento nelle file più basse lottano per qualche goccia di riconoscimento.

Non fraintendetemi, la gerarchia ha il suo posto. Ma in un mondo dove un tweet può cambiare il corso di un’azienda, rigidità e miopia sono l’equivalente di navigare l’oceano su una zattera. I lavoratori, specialmente i più giovani, cercano motivazioni che vanno oltre il mero guadagno. Cercano impatti, scopi, sfide. Loro sono il vero motore innovativo di ogni azienda.

E qui si apre il capitolo dei manager. Ah, i manager! Figure spesso più preoccupate di mantenere lo status quo che di romperlo. Si riuniscono in sale conferenze lussuose, discutendo strategie in termini talmente astratti da far sembrare la fisica quantistica un gioco da bambini. Nel frattempo, nel mondo reale, le idee fresche e rivoluzionarie muoiono nell’indifferenza.

Ma non tutto è perduto, o non tutto è perduto del tutto. Perdonate il gioco di parole.

Iniziamo con l’esempio del gruppo AXA Italia. Nel 2017, con il progetto “Smart working, smart life”, AXA Italia ha avviato un percorso innovativo nella gestione delle modalità di lavoro. Questo approccio ha portato notevoli benefici in termini di produttività, motivazione e work-life balance dei dipendenti. L’adozione dello Smart Working ha permesso di creare un ambiente lavorativo flessibile e dinamico, in cui i dipendenti sono stati incoraggiati a lavorare in modo più autonomo e orientato agli obiettivi, piuttosto che aderire rigidamente a orari e schemi fissi.

Un altro esempio è quello di Maire Tecnimont, un importante gruppo petrolchimico, che ha trasformato lo Smart Working in una leva di sviluppo organizzativo. Attraverso l’iniziativa “Be adaptive! Think Tank”, i dipendenti sono stati coinvolti attivamente nel processo di cambiamento, promuovendo l’innovazione dall’interno. Questo ha portato a un aumento della produttività e a un impatto positivo sulla sostenibilità aziendale.

Infine, Credem, uno dei principali istituti bancari italiani, ha implementato lo Smart Working in risposta all’emergenza Covid-19, permettendo a quasi il 93% dei suoi dipendenti di lavorare in modalità full remote. Questo cambiamento è stato supportato dalla diffusione di strumentazione tecnologica adeguata e da iniziative formative focalizzate sullo Smart Working e sulle soft skills.

Questi esempi possono mostrarvi, cari amministratori delegati, come le aziende che adottano modelli di lavoro flessibili e orientati agli obiettivi non solo ottengono migliori prestazioni dai propri dipendenti, ma creano anche un ambiente lavorativo più stimolante e soddisfacente, che è cruciale per attrarre e trattenere i talenti in un mercato del lavoro in rapida evoluzione​​.

Dunque le aziende che abbracciano l’innovazione e l’adattamento ai cambiamenti non solo sopravvivono, ma prosperano nell’attuale panorama aziendale. Sia che si tratti di modelli di lavoro flessibili o di nuove strategie di business, l’abilità di adattarsi e innovare è fondamentale per il successo a lungo termine.

A questo punto vi sto immaginando, manager e amministratori delegati, mentre vi imabattete in questo post e cercate le parole giuste per rispondermi a tono o con quelle frasi fatte pregne di significato inconsistente, ma attendete un attimo.

Si, perchè se solo decideste di farlo, potreste apportare cambiamenti significativi per migliorare la vostra relazione con i lavoratori e promuovere un ambiente più inclusivo e innovativo.

Ecco alcune strategie che potrebbero aiutarvi:

    1. Comunicazione aperta e ascolto attivo: dovreste impegnarvi a creare canali di comunicazione più aperti e accessibili. Ciò potrebbe includere sessioni regolari di feedback, sondaggi anonimi o incontri informali in cui i lavoratori possono esprimere liberamente le loro opinioni e idee.
    2. Visite regolari sul campo: anche se non è possibile essere presenti quotidianamente, potreste programmare visite regolari nei vari appalti. Questo non solo mostrerebbe un interesse genuino per le operazioni quotidiane, ma offrirebbe anche l’opportunità di interagire direttamente con i lavoratori.
    3. Programmi di mentoring e coaching: potreste istituire programmi di mentoring dove i lavoratori meno esperti sono guidati da colleghi più esperti o dai dirigenti stessi. Ciò aiuterebbe a creare un senso di appartenenza e valorizzerebbe l’esperienza dei lavoratori.
    4. Workshops e formazione continua: potreste investire nella formazione e nello sviluppo professionale dei lavoratori per aumentare le loro competenze dimostrando, in questo modo, un impegno a lungo termine nei loro confronti. Workshop su temi come leadership, gestione del cambiamento e innovazione sono sempre particolarmente utili oltre che ben accetti.
    5. Riconoscimento e ricompense: se implementate piani incentivo con sistemi di riconoscimento e ricompense che valorizzino l’impegno e l’innovazione a tutti i livelli dell’azienda aumenterebbe la motivazione, il senso di appartenenza e il reale interesse del lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni.
    6. Politiche di lavoro flessibili: potreste finalmente introdurre politiche di lavoro più flessibili, come orari flessibili o lavoro a distanza (dove possibile), specie per i fuori sede in modo da aiutare i lavoratori a bilanciare meglio vita lavorativa e personale.
    7. Coinvolgimento e trasparenza nei processi decisionali: perchè non dare ai lavoratori la possibilità di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano il loro lavoro? Ciò potrebbe includere comitati di lavoratori o la possibilità di proporre idee e miglioramenti ma poi essere trasparenti e soprattutto coerenti nelle decisioni che vengono prese.


Quindi, cari dirigenti, come evitare l’estinzione in questa giungla digitale? La risposta non sta in una rigida aderenza a processi obsoleti, ma nell’essere flessibili, nel saper ascoltare, e nel valorizzare ogni singolo membro del vostro team. In un mondo che cambia così velocemente, l’unica strategia vincente è l’adattamento.

E se siete preoccupati di non riuscire a stare al passo, beh, ci sono professionisti che possono aiutarvi in questo percorso evolutivo. Persone che hanno fatto dell’innovazione e della comunicazione il loro pane quotidiano. Il segreto sta nel saperli trovare e, soprattutto, nel saperli ascoltare.

In conclusione, l’evoluzione non è un’opzione, ma una necessità. Non fatevi trovare impreparati. Il futuro appartiene a coloro che sono pronti ad abbracciare il cambiamento, non a chi si nasconde dietro a modelli obsoleti. Siate il meteorite del cambiamento, non il dinosauro che lo subisce. E ricordate: in un mondo che corre, chi cammina è già indietro.

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