CASE STUDY: Borbone (caffè)

CASE STUDY: Borbone (caffè)

by admin luglio 23, 2018

Esistono casi di nomi azzeccati che, ad una prima occhiata, potrebbero non sembrarlo, per alcune caratteristiche e per le differenze rispetto a quelli che dovrebbero essere i dettami del naming.

Questo è il caso di Caffè Borbone, un nome che potrebbe non sembrare adatto al suo scopo, in quanto altisonante e non particolarmente raffinato, ma che è stato coordinato con una campagna pubblicitaria, di marketing e di immagine particolarmente ben fatta.

Il riferimento alla casata

Innanzitutto, l’azienda, che si occupa di produrre soprattutto caffè, ma che realizza anche tè e tisane, ha giocato molto su quella che poteva essere l’appartenenza alla casata nobiliare dei Borbone.

Infatti, questa famiglia nobile, che attualmente è quella forse più diffusa in Europa, si collega a Napoli sin dal 1700 e conferisce, quindi, uno stile nobiliare anche solamente alla marca in generale.

Allo stesso modo, la marca prende anche il nome dalla qualità Bourbon di caffè, nato in Yemen e già commercializzato, addirittura con un brand dal medesimo nome, negli anni Cinquanta e Sessanta, con una pubblicità, che veniva anche trasmessa durante il Carosello, che vedeva la partecipazione di celebrità italiane.

Si può capire, quindi, come il nome prenda spunto sia dalla nobiltà della casata, sia da quello che era un prodotto che richiamava comunque la tradizione del caffè sin dalla prima metà del Novecento, in modo da rappresentare la solidità di un “regno” e anche di un modo di produrre.

Grafica e spot

Il caffè Borbone ha fatto del naming il proprio punto di forza anche sotto altri aspetti.

In primo luogo, il suo logo è costituito da un chicco di caffè con una corona al di sopra di esso, ulteriore riferimento alla regalità e alla tradizione.

Inoltre, l’azienda ha deciso di giocare molto con questa impressione legata proprio a ciò che è nobile.

È stata creata, infatti, una “figurina” che rappresenta il classico nobile dalla parrucca bianca, ma che è un cartone animato.

Grazie a questo espediente è stato possibile, quindi, sia rappresentare proprio un ulteriore riferimento al nome Borbone, sia alla giocosità tipica dei napoletani, che amano interpretare ruoli diversi.

Allo stesso modo, anche gli spot televisivi hanno messo insieme questi aspetti, con personaggi vestiti di tutto punto, ma presenti in contesti del tutto normali, oppure slogan come “Borbone, e ti senti un Re!”.

Grazie a questi sistemi è stato, quindi, possibile sia far rimanere impresso il nome nella mente dei clienti, sia creare in loro un’immagine con una doppia sfaccettatura:

– Il caffè Borbone è nobile, è sfizioso ed è di alto livello;
– Allo stesso tempo è un caffè alla portata di tutti, e tutti bevendolo possono sentirsi dei veri e propri re.

Il gioco con i nomi

Infine, a livello di naming Borbone ha deciso di giocare anche con il proprio brand nella creazione di prodotti, sempre richiamando, quindi, il suo primo intento.

Ad esempio, le capsule si chiamano REspresso, le macchine da caffè Borbonita e BorbonFrog.

In questo modo la casa produttrice continua a mantenere il collegamento con il suo nome principale e, allo stesso tempo, a giocare con esso, avvicinandosi al cliente in modo diretto ed accessibile.

Valutando, quindi, il lavoro svolto da questa azienda si può capire quanto questo sia stato studiato a tavolino.

Essa, infatti, ha raggiunto molti dei suoi obiettivi:

– Usare un nome noto, che fosse facile da pronunciare e anche un po’ altisonante;
– Giocare sul nome per la realizzazione di diversi prodotti;
– Proporre, con campagne pubblicitarie, in nome in modi scherzosi;
– Collegare il nome alla storia e anche alla città di Napoli, che è notoriamente conosciuta per la tradizione del caffè e per l’amore che i suoi abitanti hanno per esso.

 

 

 

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