Il primo corso SEO per pirati

La SEO mi ha sempre affascinato. Per questo la studio da anni ed ho fatto si che diventasse il mio lavoro. Per restare sulla cresta dell'onda, tuttavia...

30/01/2015 | SEO
Il primo corso SEO per pirati | La SEO mi ha sempre affascinato. Per questo la studio da anni ed ho fatto si che diventasse il mio lavoro. Per restare sulla cresta dell'onda, tuttavia...
...e per non lasciarmi sopraffare dagli eventi e dai continui aggiornamenti dell’algoritmo di posizionamento rilasciati da Google, appena posso seguo corsi e partecipo a workshop.

Qualche mese fa ho conosciuto Roberto, un pirata. Come ogni pirata che si rispetti, Roberto non mi ha detto quasi nulla di lui. Ho seguito, e seguo tuttora, il suo blog che parla di SEO, ho ripetuto e verificato i suoi test ed ho utilizzato le sue tecniche per testarne l’efficacia e la veridicità.


Come dicevo però, Roberto è un pirata, e quindi la maggior parte dei suoi articoli affronta i “classici” argomenti da un punto di vista diverso rispetto a tutti gli altri.

 

Esistono due modi per posizionare i propri contenuti sui motori di ricerca ed ottenere visibilità sul web. Il primo è creare contenuti di qualità che diano risposte utili a chiunque, interessato all’argomento, faccia una ricerca su Google; il secondo è sfruttare alcune caratteristiche degli algoritmi di posizionamento cercando di trarre il massimo dei benefici. Questo secondo metodo si chiama “black hat seo”.


Ma quali sono le tecniche più comuni della black hat SEO?

 

- Testi e link nascosti, dello stesso colore dello sfondo o posizionati in div non visibili e senza effetti “onmousehover”

- Pagine doorway o gateway, che non hanno contenuto ma che vengono create al solo scopo di essere indicizzate e spingere altre pagine dello stesso sito;

- Cloaking, ovvero una pagina particolare, creata esclusivamente per i motori di ricerca che individua gli spider e mostra loro un contenuto diverso rispetto a quello che vedono gli utenti;

- Keyword stuffing, ovvero la sovraottimizzazione di alcune parole chiave presenti in un testo con lo scopo di aumentare la pertinenza del sito rispetto all’argomento ricercato sui motori di ricerca;

- Desert scraping, ovvero riutilizzare contenuti ben indicizzati di siti ormai scaduti;

- Spamming link building, attraverso software o circuiti automatici volti ad aumentare la popolarità del proprio sito in maniera innaturale.


Prima o poi affronterò ognuna di queste voci, spiegando nel dettaglio di cosa si tratta, ma torniamo al nostro pirata.


Roberto, infatti, ha ideato un corso black hat e l’ha chiamato SEO.BASTARDO.

Il corso inizierà Domenica 1 Febbraio 2015 e tratterà i seguenti argomenti:

 

- black hat, footprints, reti di blog private, cookie stuffing, scrapebox, proxies, spin di articoli, scraping di email, cloaking, ecc…

- linkbuilding corretto e senza penalizzazioni

- ottimizzazione interna (in-page SEO)

- affiliazioni

- come monetizzare con social network e app mobile


Al corso seguirà una competizione che vedrà sfidarsi i partecipanti sul posizionamento di una parola chiave inventata al momento e per tutti gli iscritti sarà disponibile una wiki, una lista di link da utilizzare per fare backlinking e tanto tanto altro.


Come ogni corso che si rispetti, anche questo è a pagamento, e come ogni buon pirata, Roberto non ha svelato ancora il costo.


Vi lascio il link e vi aspetto, a partire da domenica, su seobastardo.com.

 

Se vuoi maggiori informazioni, o vuoi approfondire gli argomenti trattati in questo articolo, invece, scrivimi pure via email o utilizza il form presente nella pagina contatti.


:)



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  • Giovanni Sodano fa parte del Microsoft Partner Program
  • Giovanni Sodano e' iscritto all'Associazione IWA-ITALY - International Webmasters Association Italia come Socio Ordinario
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Posizionamento sui motori di ricerca

Online si... ma visibili!

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